Poveri con stile

La paura di un’imminente austerità parla per slogan pubblicitari.

Il progetto Be Hobo dell’artista Jukuki,  attraverso una forte provocazione tenta di rendere la crisi economica un vero e proprio marchio. Una doppia sfida quindi, da una parte la critica al marketing che trasforma tutto in prodotto, dall’altra un invito ad essere eleganti anche nel vivere come un senzatetto. Be Hobo propone una serie di cartelli prodotti su supporti rigidi, colorati, resistenti e leggeri, che rappresentano un’ottima strategia per i giovani che si preparano ad un futuro on the road.

La collezione, realizzata grazie alle geniali idee di Francesco M. De Collibus, si arricchisce anche delle frasi scritte dai partecipanti al contest online “Sono così povero che…” ed i Cartelli d’Autore, di personaggi ospiti del progetto, come gli scrittori Valerio Evangelisti e Giovanni Di Iacovo.

Il Be Hobo Day, evento parte del progetto, è una performance collettiva, che da la possibilità a tutti di mendicare liberamente sulla strada utilizzando i cartelli Be Hobo, per allenarsi a diventare poveri sì, ma con stile.

Saremo noi i mendicanti della nuova generazione!
Fatti trovare pronto.

Be Hobo è un progetto di Jukuki.

 

Si ringraziano per la collaborazione: Francesco M. De Collibus, Giovanni Di Iacovo, Giulia Ceresa.

Un ringraziamento speciale a Mimai, Enrico Cannoni, LaDesigneria, Davide Straccione, Anna Cecilia Serafini, Lucia Zappacosta, Eba Art, Luna, Paolo e Valentina, Valerio Evangelisti, Sibilla Panerai, Danny, Davide, Diletta, Matteo, Veronica, Andrea, De Medio, Radio3.net, Intervistato.com.


Che vuol dire Hobo?  L’origine della parola Hobo è incerta, secondo alcuni deriverebbe dall’espressione latina “homo bonus”; altri suggeriscono che la parola sia una contrazione musicale dell’usuale saluto “ho, boy”; secondo altri, sarebbe una contrazione di “hello, Brother”. Altra ipotesi deriverebbe da “hoosegow” (galera) o da “hoosier”, cioè lavoratore senza esperienza o grossolano, oppure dall'”hi, boy!” degli adetti alla posta sui treni del North-West quando scaricavano i sacchi della distribuzione; o ancora sarebbe un gioco di spirito basato sulla derivazione da oboe…